Adolescenza

“- Mercoledì sta attraversando quel particolare periodo in cui le ragazze hanno un pensiero fisso.

– I maschietti?

– L’omicidio.”

ANJELICA HUSTON – Mortisia Addams
HARRIET SANSOM – Ellen Buckman
HARRIS CHRISTINA RICCI – Mortisia Addams

Oggi scambiavo messaggi con un’amica (carissima Annamaria, speciale in tutte le sue forme..). Ci confrontavamo sulle solite illazioni legate all’adolescenza. Le scelte dei figli, l’educazione e altre tematiche tipiche di questo periodo così turbolento.

Lo ripeto sempre a favore di chi legge questi articoli per la prima volta. Mi stimola e mi diverte così tanto trovare comparazione tra il vivere quotidiano e la vita del bridgista, che fino ad ora non ho trovato argomento che non si presti a questo fine.

L’adolescenza è un argomento talmente tanto ampio e sentito che potrei scriverne per ore. Mi limiterò invece a fare poche considerazioni, su quanto fatichiamo a capire i ragazzi che attraversano questa fase e su quanto questa temibile adolescenza crediamo di relegarla ad un periodo limitato della nostra e loro vita, ed invece si ripresenta anche in età adulta, in forme molto diverse e sottili da come ce l’aspettiamo.

Esaminavo per esempio che, quando iniziamo da zero a giocare a bridge possiamo considerarci come dei bambini, che hanno tutto da imparare; pian piano, nel diventare più esperti e capaci facciamo per forza una evoluzione. Passiamo dal muoverci completamente inconsapevoli ed esposti a tutti i rischi, ad essere più strutturati nell’affrontare le difficoltà che ci si presentano in tutte le fasi del gioco. Chi ci affianca in questo percorso, che sia il nostro insegnante, oppure il nostro socio più esperto , dovrà avere la capacità di riconoscerci questa evoluzione e di rapportarsi con noi in maniera sempre nuova. Si dovrà adattare periodicamente alle nostre nuove conoscenze e di conseguenza alle nostre nuove consapevolezze e decisioni.

Quando abbiamo dei figli, passiamo i primi anni ad occuparci totalmente di loro, tenendoli al sicuro ed educandoli secondo i nostri schemi, che ovviamente riteniamo siano il meglio. Spesso siamo così presi dal ruolo che ricopriamo nei confronti della nostra prole, che corriamo il rischio di non osservarli e di non ascoltare la loro vera indole con la dovuta attenzione. La cosa più difficile è accettare quando divergono dal nostro volere. Riuscire a non imporci e a non cercare di snaturali, richiede una cognizione da parte di noi genitori che non è sempre così lampante. Ci aspettiamo che facciano scelte che ci aggradano e che siano coerenti con ciò che gli abbiamo trasmesso. Spesso la speranza è che sotto la nostra guida ottengano più di quello che abbiamo ottenuto noi; senza pensare che, se questo modo di agire fosse stato perfetto, anche noi avremmo ottenuto il massimo. Invece non è sempre stato così.

Il difficile è capire quando, dobbiamo smettere di credere che i nostri ragazzi siano un prolungamento di noi e iniziare a vederli come individui indipendenti. Quanto è complesso lasciare andare e iniziare a rispettarli per le loro idee e modi di vedere, anche quando non combaciano con i nostri!

Pensando al bridge allora mi accorgo che nella corso della nostra esistenza viviamo molte adolescenze diverse. Ogni volta che ci ritroviamo a iniziare un’esperienza nuova, di qualsiasi natura, che sia lavoro sport o altro, attraversiamo sempre tutte le fasi che abbiamo già vissuto. Da nudi e puri inesperti siamo bisognosi di tutto. Ci affidiamo a qualcuno che ci insegni e guidi per crescere, fino ad acquisire nel trascorrere del tempo sempre più competenze, fino ad arrivare ad una sorta di adolescenza.

Quella che io chiamo adolescenza/deficienza si presenta sempre uguale.

Ribellione, voglia di indipendenza, conflitti con i nostri metaforici “genitori” “insegnanti”, rivivendo se ci riflettiamo, svolgimenti che ci appartenevano anche tanti anni fa, quando volevamo spiccare il volo ma chi ci custodiva ci inseguiva per darci ancora l’imbeccata. In egual modo, chi si trova dall’altra parte e ha sudato e si è sfiancato per crescerti in qualsiasi ambito, fatica a lasciarti andare. Vorrebbe continuare a gestirti come quando eri imberbe.

Il tema dell’adolescenza mi è particolarmente caro. Ringrazio il cielo tutti i giorni, per come mio figlio diciottenne mi fa vivere la sua. Come tutti abbiamo avuto momenti terribili in cui lo avrei regalato volentieri al circo. Negli anni di crisi nera, ne parlavo con tutti cercando ogni forma di aiuto. Ho letto perfino un libro su come addestrare i cani. Poi mi sono illuminata. Sarà stata la diffusione del 5G che mi ha magnetizzato il cervello e ho capito. Non ho cambiato lui, ma sono cambiata io. Ho capito che il tempo di educarlo era già passato. Ora si trattava al massimo di accompagnarlo, forse consigliarlo qualche volta. Ammetto che ora spesso è lui che insegna qualcosa a me. L’epoca e la società che vive lui, sono diverse da quella che ho attraversato io. Quindi va percorsa insieme e ognuno deve imparare, sostenendosi e fidandosi a vicenda.

Eccomi caro socio di bridge, adesso è il tuo momento. Renditi conto che adesso hai a che fare con una partner che sta uscendo dalla pubertà del gioco. Inizia a diventare insolente e sfacciata. Non credere che non ti rispetti. Anzi come i ragazzini con i brufoli che si affacciano al mondo reale, ho solo tanta voglia di dimostrarti il mio valore. Capisco che come a tutti gli adulti che ci hanno guidato, ti faccio scappare i cavalli; ma è proprio la voglia di compiacerti e manifestare di essere all’altezza delle tue aspettative che mi fa ribellare. Vorrei che mi venissero riconosciute le mie indipendenze e concessi gli errori di valutazione. Questo renderebbe merito al tuo lavoro di pazienza e di educazione. Se ti rendessi conto che hai cresciuto una bridgista appassionata che vuole anche ripagare il tempo che le hai dedicato, saresti orgoglioso delle mie prese di posizione. Gli errori di valutazione dovrebbero farti sorridere, esattamente come quando guardi la ragazzina che vuole iniziare a truccarsi per sentirsi grande e alla fine assomiglia ad un panda gigante.

Imperdonabile sarebbe anche non nominare il mio maestro e i miei compagni di corso. Avere insegnanti completi, all’altezza del loro ruolo e soprattutto capaci di trasmettere le loro conoscenze, è raro come l’Iridio, il metallo arrivato con l’asteroide che ha causato l’estinzione dei dinosauri. Rivivere l’adolescenza, comprende avere commilitoni con cui avere in comune idee, studi, gioie e dolori. Ribadisco quindi che abbiamo tante possibilità per perpetuare più e più volte un periodo che sicuramente ci ha segnato e ogni volta possiamo imparare qualcosa di nuovo.

Al raggiungimento di 100 adolescenze propongo una crociera premio per tutti!!

Non mi resta altro che curarmi l’acne da 2 fiori e controllare gli sbalzi ormonali causati dai contratti a SA (Senza Atout), che mi fanno venire attacchi d’ansia come prima di un compito in classe. Poi tra qualche mese sarò pronta per entrare nella giovinezza, aspettando che sopraggiunga l’età adulta. Per la maturità c’è tempo.

Voi intanto miei precettori resistete e non mollate! Gli adolescenti sono una grandissima rottura di scatole. Ma sanno darti infinite soddisfazioni!

2 risposte a “Adolescenza”

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