6 come 6

“Se sei triste quando sei da solo, probabilmente sei in cattiva compagnia.”

Jean-Paul Sartre

La proposta di giocare ad un torneo che coinvolge giocatori da tutto il mondo ed eccellenti personalità del bridge, sicuramente non è un invito che mi lascia indifferente.

Non sentirsi all’altezza di un incontro, in cui sai già che farai una modesta figura, farebbe venire la voglia di declinarlo a chiunque; me compresa.

Poi per mia natura, inizio a far partire la macchina del ragionamento ed ecco che parte il turbo.

Pur essendo una capra della matematica, negata fino all’ osso a risolvere lunghe espressioni, istintivamente tendo a ridurre tutte le frazioni dei miei pensieri ai minimi termini.

 Il numeratore 1 sono io e sono quella che sono.

Impiegare energie per fingersi più belli, più intelligenti o più simpatici non è un lavoro che mi interessa svolgere. Preferisco decisamente spendere quel tempo per buttarmi in esperienze che davvero mi rendano qualcosa di meglio.

Per esempio: sono un’allieva di bridge. Nel caso sopra citato darò il 100% di quello che riuscirò a fare, ma alla fine il risultato non farà altro che dichiarare ne più ne meno quello che sono: un’allieva appunto, magari promettente, magari bisognosa di ripetizioni, sicuramente determinata, probabilmente un po’ sconclusionata.

Accettarsi pienamente è una delle difficoltà maggiori che riscontro generalmente nelle persone.

Operando nel mio settore che si occupa di estetica, potrei scrivere apologie sui deficit dell’autostima.

Provo sempre una punta di compassione per quelle persone che, credendo di dare un’immagine migliore di se, rimangono prigioniere della maschera che si sono abituate ad indossare. Alla fine non se la riescono più a sfilare e continuano a proporre comportamenti  e modi di essere forzati e artificiali, supponendo che sia quello che li rende migliori agli occhi degli altri.

Probabilmente con qualcuno funziona anche, ma chi non riesce a carpire la finzione dietro a tutto questo, ha forse lo stesso problema.

Quando mio malgrado mi trovo coinvolta in un gruppo che mette in scena questi teatrini, sento di mettere istintivamente il cervello in una caraffa a riposo, come la mia nonna faceva con la dentiera sul comodino prima di dormire, per poi recuperarlo al momento dei saluti. Tanto non mi serve; come non servivano alla nonna i denti durante il riposo..

Liberarsi della catena di compiacere gli altri, autodetermina il possedere una delle chiavi per la felicità.

Una persona molto vicina (ora stranamente molto lontana 😉 ) un giorno, contestando i miei interessi per i libri, il teatro, le mostre di pittura e gli incontri di letteratura, mi ha detto che chissà cosa mi ero messa in testa, dopotutto ero “solo” una parrucchiera.

Ho dovuto quindi constatare, che è radicata l’idea che l’immagine superficiale che diamo, costruita dal lavoro, dalla nostra età, dalla fisicità e da molte altre figure esteriori, determinino negli altri un modello di ciò che siamo.

Credetemi che la cosa non mi ha minimamente ferita, ho provato una tale noia per un’ affermazione così scialba, che non me la sono sentita di ribattere. Ho solo aggiunto –Dimentichi che gioco anche a Bridge!!-. Ho aggiunto un po’ di whisky alla caraffa con il mio cervello per dargli un po’ di supporto e ho aspettato la fine della conversazione pazientemente.

Credo ci sia da parte di ognuno anche un bisogno di incasellare le persone, sapere cosa ci possiamo aspettare da loro ci da una sensazione di sicurezza.

Per quello che mi riguarda, rivendico il diritto di non domandarmi chi e cosa sono. Scelgo di fregarmene allegramente dell’età, di risultare scontrosa o piacevole, bella o brutta, intelligente o cretina; anche perché ovviamente in base alle situazioni, sono tutte queste cose messe insieme.

Tornando al bridge, accetterò di partecipare al torneo, perché l’unica cosa che può rendermi migliore ai miei occhi, è fare quante più esperienze possibili, senza fintaggini ne siliconi.

Piacere agli altri è un lavoro estenuante e io sono “solo” una parrucchiera.

18 risposte a “6 come 6”

  1. Piacevolissima lettura, una presentazione di se stessi aperta, onesta e intelligente e poi, il bridge e la sua filosofia di vita; hai fatto intendere che non si tratta diun semplice gioco di carte, c’è molto, molto di più…e lo comprendo benissimo da ciò che esponi, dato che io non pratico questa esperienza. Interessante davvero grazie!

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    1. Grazie a te del tempo che hai dedicato alla lettura. Il bridge è una passione come tante, ad ognuna la sua e chiunque può riflettere su se stesso analizzando un piccolo mondo che gli appartiene..
      È stato un piacere averti conosciuto 😊

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      1. Grazie, ricambio il piacere, serena notte, qui nel Sur de Chile è ancora sera.😊🇨🇱

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        1. Wow! Fantastica l’idea di sentirmi un po’ in Chile!! Buona serata a te!

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  2. Quanta verità’!….”Pillole di Milly “dovrebbe diventar una materia scolastica….evviva il Bridge!

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    1. 🤣🤣🤣 Rita che ridere!! Nelle ore di Millilologia prendi bei voti solo se sei felice!! 😜
      Un bacione cara!!

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  3. Sai? Dopo aver letto quello che hai scritto sono davvero contonto di essere approdato alle pagine del tuo blog (anche se sono ancora in fase intermittente…) 🙂

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    1. E io sono felice di poter condividere i miei pensieri con persone come te che hanno lo stesso “sentire”..
      Ti leggo con piacere anch’io Alessandro!

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  4. Sono molto contenta, cara Milena, che non ti sia lasciata ferire da una simile affermazione, pronunciata da chi poi? Non ci interessa, si qualifica da sé. Che male c’è ad essere una parrucchiera? La mia amica Enza lo è e le dico sempre che ha l’arte nelle mani. Se anche non giocassi a Bridge non cambierebbe nulla alla persona che sei! Certi tipi meglio levarseli di torno. Alcuni possono stare nel nostro cuore ❤️ e non nella nostra vita, lui non merita nemmeno di stare nel tuo cuore ❤️
    Scusami, me la prendo sempre con affermazioni di questo tipo e soprattutto quando mi toccano le persone alle quali tengo! Tra queste ci sei tu! A volte basta poco a legarci a qualcuno, ho la sensazione di conoscerti da sempre, ti è mai capitato?
    Un caro abbraccio, buona giornata, cara Milena! ♥️
    Valeria

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    1. Cara Valy certe energie si conoscono da sempre e ci mettono poco a riconoscersi 😊.
      Essere una parrucchiera è una figata e non te la prendere per me.. arrivare ad essere se stessi comporta anche questi benefici. Non solo non me la prendo.. ma sono anni che ci scherzo sopra!! 😉🤪🤪
      Buona giornata a te!! Un bacione!!

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      1. Me la prendo per il modo!
        Buona serata, un bacione 😘

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  5. Hai toccato dei punti molto interessanti ed importanti, perché credo che siamo tutti vittime di questo “giudizio altrui”.

    Quello che mi è sembrato di capire finora è che l’unico giudice, in realtà, è il Giudice Interiore.

    Invidio moltissimo (in senso buono) chi è riuscito a disinnescarlo, cioè a trasformarlo da Inquisitore a Coach: non più un’istanza psichica che giudica severamente, ma piuttosto un’istanza psichica che spinge a studiare cose nuove, migliorare alcuni aspetti di noi stessi, vincere le paure.

    E in caso di errore non ti auto-accusi con frasi ripo “sei il solito fallito/a e buono/a a nulla” ma piuttosto ti ripeti “qualcosa nella mia strategia non ha funzionato: cosa posso cambiare affinché la prossima volta non ricapiti?”

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    1. Esattamente così come lo hai inteso..
      In più aggiungerei che sarebbe opportuno fare questo percorso con un po’ di leggerezza. Il nostro coach interiore un amico che ci sostiene!

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  6. Oggi pomeriggio devo andare dal barbiere parrucchiere, ma credo che non mi parlerà di bridge! Purtroppo. 😉👋

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    1. Magari avrà un’altra passione interessantissima di cui parlarti!!! 😜😁

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      1. Vedo che conosci la categoria!

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